L'INFINITO GIACOMO
L’INFINITO GIACOMO
VIZI E VIRTU’ DI GIACOMO LEOPARDI
Ritratto inedito del poeta attraverso le sue opere
drammaturgia e regia Giuseppe Argirò
Con Giuseppe Pambieri
Da giovedì 16 a domenica 19 aprile, al Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico) di Roma, L’Infinito Giacomo, vizi e virtù di Giacomo Leopardi, ritratto inedito del poeta attraverso le sue opere, drammaturgia e regia Giuseppe Argirò, con Giuseppe Pambieri, musiche di Mozart, Bach, Beethoven, Chopin, Rachmaninov, Dvo?àk.
La scoperta di un Leopardi inedito, di un genio precocissimo, di un adolescente inquieto, di un’amante appassionato, di un uomo che ha il coraggio di guardare la realtà e accettare la verità del dolore senza compromessi e facili giustificazioni. L’umanità irriverente del poeta e il suo spirito dissacrante sono al centro di questo viaggio attraverso le sue opere: l’Epistolario, lo Zibaldone, gli scritti filosofici e politici, le Operette Morali e i Canti. Il ritratto di un’artista senza tempo, aldilà di ogni regola, creatore di eterna bellezza. L’imperfezione del genio, in tutta la sua irregolarità, conduce alla solitudine, a un pellegrinaggio estenuante nell’universo.
Leopardi è un re senza regno, è Amleto che arriva oltre il limite del conoscibile, supera la coscienza affermando la vita nel suo groviglio inestricabile di bene e male; per il genio tutto è noia, è tedio incommensurabile. Il poeta di Recanati, con lucido disincanto, affonda a piene mani nella verità e ne trae la radice del dolore. È inutile chiedersi a che punto sia la notte; la notte non finisce… mai. I regni, i globi, i sistemi, i mondi, non sono che una pallida rappresentazione del pensiero dell’uomo, ma l’anima giace nelle profondità ed è a tutti invisibile tranne al poeta che può profanare il suo mistero e consegnarlo all’uomo.







