Spettacoli stagione 2025-2026

LUNGO VIAGGIO VERSO LA NOTTE

LUNGO VIAGGIO VERSO LA NOTTE

Teatro Argentina

4 – 15 febbraio 2026

Lungo viaggio verso la notte


Il grande teatro di parola torna protagonista al Teatro Argentina con il maestro Gabriele Lavia che, dal 4 al 15 febbraio, porta in scena il capolavoro del drammaturgo statunitense Eugene O’Neill, Lungo viaggio verso la notte, un’opera-confessione che scava negli abissi di un fallimento familiare senza riscatto.

Scritto nei primi anni Quaranta (tra il 1941 e il 1942 con prima assoluta nel febbraio 1956 a Stoccolma) e insignito del Premio Pulitzer postumo nel 1957 (dopo la morta dell’autore), il dramma si consuma nell’arco di una sola, interminabile notte, tra le pareti di una casa borghese, in un nucleo familiare prigioniero dei propri demoni tra conflitti, dipendenze e segreti dolorosi.

L’opera è un’impietosa confessione autobiografica, un viaggio spietato all’indietro nella memoria dell’autore: la “casa-prigione” descritta da O'Neill è il riflesso della sua infanzia, segnata da un padre attore di successo e da legami corrosi dal tormento. Al centro della vicenda è la famiglia Tyrone e la sua dolorosa intimità, composta da un attore celebre ormai al tramonto, una madre fragile vittima della dipendenza da oppiacei e due figli lacerati da una lotta autodistruttiva tra amore e riscatto. Un dramma, potente e struggente che vede sulla scena Gabriele Lavia (James Tyrone) con Federica Di Martino (Mary Tyrone, sua moglie), affiancati da Jacopo Venturiero (Jamie Tyrone, loro primogenito), Ian Gualdani(Edmund Tyrone, secondogenito), Beatrice Ceccherin (Cathleen, cameriera), insieme per condurre il pubblico in un cortocircuito di accuse e tenerezze, in un’atmosfera intrisa di quella violenza psicologica che solo i legami di sangue sanno generare.

«“La casa-prigione della “famigliaccia” che O’Neill ci racconta, in fondo, e? proprio casa sua – afferma Gabriele Lavia – qui sta il cammino tortuoso di una possibile messa-in-scena-viaggio di quest’opera, davvero amara, scritta da O’Neill ormai vicino alla morte per fare “un viaggio all’indietro” nella sua vita. Un viaggio impietoso dentro l’amarezza di un fallimento senza riscatto. Le vite degli uomini sono fatte di tenerezza e violenza. Di Amore e disprezzo. Comprensione e rigetto. Di famiglia e della sua rovina.»


Lungo viaggio verso la notte vanta una storia illustre: l’opera ha avuto numerose messe in scena in tutto il mondo, con la prima in Italia nel 1957 al Teatro Valle di Roma per la regia Renzo Ricci. Dell’opera, Sidney Lumet diresse la regia per il primo adattamento cinematografico nel 1962, con Katharine Hepburn e Ralph Richardson. Oggi, questa nuovo allestimento riporta al centro la potenza rigeneratrice della tragedia moderna, affidandola alla sensibilità del maestro Gabriele Lavia per confermare come la scena sia ancora lo specchio più nitido della fragilità umana.