La diatriba tra Strehler e Ronconi è, secondo Francesco Siciliano, uno splendido modo per parlare di teatro. Ci tiene a puntualizzare il suo essere attore prima ancora del suo ruolo attuale di presidente dell’ente Teatro Di Roma e ci racconta, oltre ai progetti volti alla riapertura dell’ ormai mitico teatro Valle, la sua esperienza con il regista milanese, per Francesco studente una sorta di entità metafisica, e con il suo maestro torinese all’Accademia Silvio D’Amico di Roma. I suoi inizi in teatro avvengono sul palcoscenico del Festival dei Due Mondi di Spoleto dove a soli quindici anni si ritrova a provare il testo di Alberto Moravia dal titolo “L’Angelo dell’Informazione” in scena con il grande Giorgio Albertazzi per aiutarlo a fare la cosiddetta “memoria”: per Francesco una delle prime grandi lezioni di teatro soprattutto nel notare come il grande attore riusciva a bypassare ogni incertezza nel costruire il senso interiore del personaggio che interpretava pur cambiandone il testo in corsa. La scelta di occuparsi più dell’organizzazione che della recitazione è arrivata in seguito alla necessità di superare la frustrazione di dipendere da scelte altrui. Da quel momento inizia la sua storia di produttore, di politico fino alla carica che ricoprirà fino a tutto il 2026 come Presidente della Fondazione Teatro di Roma volto a rafforzare l’istituzione capitolina del teatro in grado di connettere attori, artisti, spettatori, operatori culturali, scuola e famiglie.