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78ma ESTATE TEATRALE VERONESE 2026

78ma ESTATE TEATRALE VERONESE 2026

78ma Estate Teatrale Veronese 2026

Il Teatro Romano resta il cuore del festival, centro simbolico e operativo da cui si diramano interventi e progettualità diffuse nella città, trasformando Verona in uno spazio performativo aperto e dinamico.

L’edizione 2026 prosegue il percorso sugli stati della materia avviato nel 2025, dedicato all’acqua, scegliendo la Terra come fulcro tematico. (H)Earth of Glass evoca una materia al tempo stesso solida e fragile: paesaggio culturale, radice identitaria e figura simbolica legata a Gea, archetipo di generazione e trasformazione.

 

ETV26 – (H)EARTH OF GLASS – Dal 25 giugno al 18 di settembre, un ecosistema artistico tra teatro, corpo e immagine.

L’edizione 2026 si sviluppa come un progetto articolato sui classici della scena occidentale, con un focus su Shakespeare inteso come struttura capace di dialogare con il presente.

- il cartellone si struttura in sezioni tematiche:

- il Festival Shakespeariano, fulcro della riflessione drammaturgica;

- le Grand Soirée, eventi di forte impatto collettivo;

- il Classico, spazio di reinvenzione della tradizione;

- la Danza Internazionale, linguaggio universale del corpo;

- Nuove Orbite, dedicata alle nuove generazioni;

- le Contaminazioni Musicali;

- le Costellazioni, percorsi diffusi che trasformano la città in un paesaggio culturale.

Le sezioni si intrecciano in modo trasversale, costruendo un’esperienza immersiva in cui ogni spettacolo diventa parte di un sistema dinamico. Il tema della Terra organizza questa struttura come una costellazione simbolica: un ecosistema culturale in cui ogni elemento contribuisce all’equilibrio complessivo del festival, restituendo l’immagine di un organismo vivo, in continua trasformazione.

Il 78° Festival Shakespeariano, primo sotto la direzione artistica di Fabrizio Arcuri, si inaugura con Los doshidalgos de Verona / I due gentiluomini di Verona, affidato alla regia di Declan Donnellan, tra i più autorevoli interpreti contemporanei di Shakespeare e fondatore, insieme a Nick Ormerod, della compagnia internazionale Cheek by Jowl. Presentato in prima nazionale e in lingua originale con sottotitoli, lo spettacolo nasce dalla collaborazione tra Cheek by Jowl, la Compañía Nacional de Teatro Clásico e LAZONA Teatro. Attraverso la vicenda di Valentine e Proteus, amici destinati a innamorarsi della stessa donna, Shakespeare affronta temi che attraverseranno tutta la sua opera, dal desiderio al tradimento, dall'amicizia all'identità. La presenza di Donnellan imprime fin dall'apertura una chiara vocazione internazionale al Festival e ne conferma il dialogo con alcune delle più significative esperienze della scena europea contemporanea (25-26 giugno).

Tra gli appuntamenti più attesi figura inoltre la prima nazionale di Tito Andronico – Why don't you stop the show?, nuova riscrittura di Davide Sacco con Francesco Montanari protagonista (9-10 luglio). A partire da una delle tragedie più feroci di Shakespeare, lo spettacolo affronta il tema della violenza sistemica e della sua progressiva normalizzazione, interrogando il rapporto tra giustizia, vendetta e responsabilità collettiva. Al centro emerge il corpo, in particolare quello femminile, come luogo su cui si esercitano potere, sopraffazione e guerra. Una rilettura contemporanea che trasforma il Tito Andronico in una riflessione sul presente e sulla crescente assuefazione all'orrore che attraversa le nostre società.

Con Ophelia, rilettura di Luca Giacomoni, il festival accoglie una nuova creazione in prima italiana affidata alla danzatrice Giulia Quaqueri (5–6 settembre).

Brain Storm – Tempesta in testa, diretto da Frank Heuel su adattamento di Marta Dalla Via, utilizza Shakespeare per esplorare il disagio psichico contemporaneo (12 settembre, Teatro Camploy). Midsummer. Sogno di un gioco di mezza estate, di Casa Shakespeare, rafforza il legame con il territorio (16–19 luglio).

Chiude il percorso Carta Carbone di Roberto Latini, esperienza intima dedicata ai testi shakespearianni, per uno spettatore alla volta (6–16 luglio, Piazza Bra).

Accanto al nucleo shakespeariano, la sezione GrandSoirée – Evento Speciale propone quattro serate uniche.

Si apre con la prima assoluta di Padre Cicogna racconto sinfonico per quattro voci, voce recitante, orchestra, testo, di Eduardo De Filippo e Nicola Piovani, voce narrante Toni Servillo, composizione musica e direzione Nicola Piovani, voci Sara Di Fusco, Pino Ingrosso, Tony Nezic, Susy Sebastiano, Orchestra Giovanile Luigi Cherubini (28 giugno).

Seguono tre riletture contemporanee di Shakespeare: Otello, di precise parole si vive di Gabriele Vacis con Lella Costa (3 luglio); Romeo e Giulietta in the war di Stefano Massini, in prima nazionale con Orchestra Multietnica di Arezzo (1° settembre); Rex Destruens, Re Lear di e con Massimo Cacciari, riflessione filosofica su autorità e crisi (3 settembre).

Tra le riprese, Amleto² di Filippo Timi e Marina Rocco (10–11 settembre).

Il rapporto con il classico si sviluppa in dialogo diretto con il Teatro Romano, cuore della manifestazione. Oltre a Padre Cicogna, torna la collaborazione con la Fondazione INDA con Alcesti di Euripide diretta da Filippo Dini (17–18 settembre).

Il confronto si amplia con Una donna. Edipo. La guerra di Silvia Masotti e Camilla Zorzi (26 e 28 giugno Parco Santa Toscana) con un gruppo di ragazzi di Mine Vaganti / Spazio Teatro Giovani ed Ecuba. La guerra sulle madri di e con Isabella Caserta (29 giugno – 2 luglio, Teatro Scientifico).

La danza contemporanea internazionale occupa un asse centrale del festival. I MOMIX presentano Botanica – Season 2, creazione visionaria tra corpo e illusione (27 luglio – 8 agosto). I Peeping Tom portano Diptych, lavoro tra danza e teatro (14–15 luglio). Completa il programma Yoann Bourgeois con The Infinite Approach, ricerca su equilibrio e gravità (20–21 luglio).

Costellazioni apre il festival al dialogo con la città attraverso interventi diffusi e partecipativi. Fulcro è l’installazione artistica di OHT, Little Fun Palace, da cui si sviluppano progetti come Overtourism (6 luglio), The Walks / Verona dei Rimini Protokoll (7–12 luglio) e Attraversamenti di Chiara Frigo e Silvia Gribaudi (13 luglio). Torna anche Carta Carbone, esperienza sonora individuale dedicata ai testi shakespeariani.

La sezione Contaminazioni musicali conferma la vocazione multidisciplinare del festival, intrecciando generi e generazioni. Tra gli artisti: Paolo Fresu con il P.A.F. Trio (27 giugno), Niccolò Fabi (4 luglio), Simona Molinari featRaphael Gualazzi (6 luglio), Daniele Silvestri (25 luglio), Coez (5 settembre), Joan Thiele (29 agosto), insieme a ospiti internazionali come White Lies (29 giugno), Johnny Marr (16 luglio), Dulce Pontes (5 luglio) e il Quintetto Astor Piazzolla (13 settembre).

Ampio spazio è dedicato alle nuove drammaturgie under 40, in un progetto che unisce ricerca, formazione e dialogo europeo, coinvolgendo giovani artiste e artisti, studenti e professionisti. Tra i titoli: Hijos de Buddha di Nicolò Sordo (7 settembre), Infinita bellezza di Claudia Manuelli (13 settembre), L’isola dei ciccioni felici di Andrea Mattei (14 settembre), Dad or Alive (15 settembre), Digital Odyssey di BlueCheese con Roberto Latini (16 settembre), oltre a Ophelia.

Prime, riletture, danza, musica e performance compongono un progetto unitario che non conserva i classici, ma li attiva nel presente, mettendo in relazione parola, corpo e spazio. L’Estate Teatrale Veronese 2026 si afferma così come un festival capace di coniugare tradizione e ricerca, radicamento territoriale e visione internazionale.